Il Cupuaçu, gioiello della foresta amazzonica

Focus botanico: il Cupuaçu
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Vera cassaforte della biodiversità del pianeta, l’Amazzonia conta oltre 16.000 specie vegetali diverse, tra cui una sola merita l’appellativo lusinghiero di “gioiello della foresta”, ”a joia da floresta” in portoghese: il Cupuaçu. E se i brasiliani amano tanto questo frutto, è perché sanno da moltissimo tempo che il Cupuaçu è di una generosità infinita. Dietro a questo nome, che si pronuncia a fior di labbra, “cupuassu”, si nasconde un gigante come solo l’Amazzonia è capace di generare.

Un’infinita generosità

  Nel Cupuaçu tutto è generoso: gli alberi possono raggiungere i 20 metri di altezza e portano sul tronco degli enormi frutti scuri che possono pesare sino a quattro chili. All’interno di queste cabosse che ricordano quelle del cacao, si cela una polpa cremosa e profumata utilizzata nella produzione di succhi, sorbetti, gelatine o dolci, per cui i brasiliani nutrono da sempre una vera passione.

Oltre a questa polpa, il Cupuaçu racchiude semi dalle proprietà medicamentose e cosmetiche. E poiché niente va sprecato di questo frutto, la sua scorza, una volta essiccata, diventa un ottimo concime. Quanto agli scarti della polpa, una volta trasformati in farina, servono come mangime per il bestiame. Un vero modello di economia circolare!

 

Un utilizzo ancestrale rivisitato secondo il gusto corrente

Gli scienziati lo presagivano e ora l’hanno dimostrato: il buco nello strato di ozono, a lungo osservato al di sopra dell’Antartico, va riassorbendosi in modo significativo. Secondo uno studio internazionale pubblicato lo scorso giugno sulla rivista Science, il suo volume sarebbe diminuito di circa il 20% tra il 2005 e il 2016.

Tale diminuzione è la conseguenza diretta dell’adozione, nel 1987, del protocollo di Montréal, che vieta progressivamente l’utilizzo di prodotti chimici contenenti clorofluorocarburi, i famosi CFC, che vengono utilizzati, a titolo di esempio, come gas di propulsione negli aerosol. Lo strato d’ozono svolge un ruolo chiave per la nostra salute assorbendo gran parte dei raggi ultravioletti, in particolare gli UV-B, i più pericolosi.

 

Una festa nazionale

Questa grande generosità viene celebrata con un festival che richiama ogni anno alla fine di aprile, circa 300.000 a Presidente Figueiredo, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana. Per la maggioranza dei partecipanti, il soggiorno nel cuore di questa regione di difficile accesso è innanzi tutto motivato dalle promesse di un programma musicale allettante: da oltre 30 anni, i migliori gruppi di samba, forrò o “MPB- Musica Popolare Brasiliana” (come viene chiamata la musica popolare nel paese di Pelé) convergono tutti in questo angolo recondito dell’Amazzonia. Divenuta ormai un enorme festival culturale, la Festa del Cupuaçu ha conservato la sua vocazione primaria, quella di una fiera agroindustriale destinata a promuovere la coltivazione di quest’albero endemico.

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Un freno alla deforestazione

Se le autorità locali hanno a cuore di organizzare ogni anno un evento per la promozione di questo frutto, è soprattutto perché la sua coltivazione può aiutare a contrastare la deforestazione, e l’Amazzonia ne ha davvero bisogno. Secondo le stime di Greenpeace, ogni minuto vengono abbattuti, solo in Brasile, quasi 900 alberi. Un’ “amputazione” annuale di circa 8.000 chilometri quadrati, ossia un’area grande come la Corsica, come conseguenza dello sfruttamento illegale del legno e, soprattutto, dello sviluppo sfrenato di colture destinate all’esportazione, come la soia. Molto remunerativo nei primi anni, questo sistema di coltura estensiva si lascia alle spalle terreni impoveriti o addirittura scomparsi, a causa dell’erosione. Favorendo la coltivazione del Cupuaçu secondo pratiche agroforestali, insieme ad altre specie vegetali come l’Açai e l’Acerola, i contadini entrano in un circolo virtuoso che stabilizza e rigenera il terreno e permette loro di variare le risorse.

La lotta per un’agricoltura responsabile sostenuta dalla Klorane Botanical Foundation

Per accompagnare questa conversione dell’agricoltura nella regione amazzonica, la Klorane Botanical Foundation ha siglato un partenariato con l’Istituto Beraca per coordinare, in collaborazione con un professore di ecologia sociale dell’Universidade Federal do Pará, a Belém, uno studio multidisciplinare sull’impatto locale del sistema agroforestale che integra il Cupuaçu.

Questa fase d’esplorazione ha permesso di identificare diversi siti d’azione e di attuare un ambizioso programma di condivisione delle conoscenze tra diverse comunità che coltivano il Cupuaçu. Ed è così che la comunità di Santa Luzia, già forte di un’esperienza agroforestale quasi ventennale, trasmette il proprio savoir-faire agli abitanti di Bela Aurora, permettendo così ai membri di questa comunità isolata, composta da discendenti di schiavi, di coltivare a loro volta il Cupuaçu associandolo ad altre specie vegetali endemiche.

Esemplare, quest’azione di educazione allo sviluppo sostenibile è stata accolta dall’UNESCO nel quadro del programma internazionale “UNESCO Green Citizens: pionieri del cambiamento”. Inoltre ha permesso, grazie a un accertamento effettuato in collaborazione con le popolazioni locali, di confermarne l’interesse per un progetto agroforestale biologico volto a migliorare ulteriormente la qualità della produzione riducendo al minimo l’impatto ambientale ed a integrare la filiera Botanical Expertise Pierre Fabre.

#FeelGoodActGood

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