#Earthday2018

Good news

Da oltre 50 anni, Klorane si prende cura della natura per prendersi cura delle persone.

Logico quindi che la Giornata Mondiale della Terra sia un’occasione per celebrare le iniziative eco-responsabili ben riuscite. Ora più che mai, dobbiamo continuare a impegnarci per proteggere il nostro pianeta, ognuno apportando il proprio contributo. La Terra ci ha dimostrato che, impegnandoci, possiamo invertire il corso delle cose.
La prova? 5 good news: Happy EarthDay!

#EarthDay #imaginebetter #actonclimate #FeelGoodActGood

Il Costa Rica “procede” verso l’elettricità verde

Piccolo stato dell’America centrale noto per la sua diversità ecologica, il Costa Rica ha abbracciato una sfida che è un vero tour de force: convertirsi totalmente all’elettricità verde. L’anno scorso (il conto alla rovescia è iniziato il 18 novembre 2017) questo paese, che conta cinque milioni di abitanti, ha soddisfatto il proprio fabbisogno di elettricità utilizzando quasi esclusivamente fonti energetiche rinnovabili.

Secondo le autorità locali, oltre il 99,62% della produzione di elettricità dell’intero paese proviene dall’idroelettrico (78,26%), seguito da eolico (10,29%), geotermico (10,23%) e infine solare e biomasse (0,84%). I combustibili fossili rappresentano uno sparuto 0,38% nel mix energetico utilizzato per produrre elettricità in Costa Rica.

Il buco nello strato di ozono diminuisce

Gli scienziati lo presagivano e ora l’hanno dimostrato: il buco nello strato di ozono, a lungo osservato al di sopra dell’Antartico, va riassorbendosi in modo significativo. Secondo uno studio internazionale pubblicato lo scorso giugno sulla rivista Science, il suo volume sarebbe diminuito di circa il 20% tra il 2005 e il 2016.

Tale diminuzione è la conseguenza diretta dell’adozione, nel 1987, del protocollo di Montréal, che vieta progressivamente l’utilizzo di prodotti chimici contenenti clorofluorocarburi (i famosi CFC) utilizzati, a titolo di esempio, come gas di propulsione negli aerosol. Lo strato d’ozono svolge un ruolo chiave per la nostra salute assorbendo gran parte dei raggi ultravioletti, in particolare gli UV-B, i più pericolosi.

San Francisco riciclerà presto il 100% dei suoi rifiuti

Agli inizi degli anni 2000, la seconda città più densamente popolata degli Stati Uniti dopo New York ha fatto una scommessa folle: diventare una città a “rifiuti zero”. Diciotto anni più tardi, può vantare risultati davvero spettacolari: oggi questo agglomerato urbano di 900.000 abitanti è già in grado di riciclare o compostare oltre l’80% dei rifiuti che produce.

Incoraggiati da una fiscalità ben pensata, imprese e abitanti danno la caccia agli sprechi e si prestano volentieri alla raccolta differenziata. A maggior ragione perché tutti si rendono conto che l’industria del riciclo, nata di conseguenza, dà un forte contributo alla città, soprattutto in termini di occupazione. Citata come esempio ai quattro angoli del pianeta, San Francisco ha annunciato che riciclerà il 100% dei suoi rifiuti da qui al 2020.

Ora sappiamo come rigenerare le barriere coralline danneggiate

E questo grazie a una tecnica innovativa che potrebbe salvare i coralli deteriorati dal riscaldamento climatico o dalle attività industriali e agricole. Sviluppato da un team della Southern Cross University in Australia, questo protocollo consiste nel prelevare lo sperma e gli ovuli da coralli sani, riprodurre le larve in laboratorio, per poi procedere ad impiantarle in grandi quantità sulle barriere coralline danneggiate.

Un follow-up di otto mesi su alcuni siti della grande barriera corallina al largo della costa orientale dell’Australia ha permesso di constatare che questi giovani coralli, oltre a sopravvivere, si sono sviluppati bene. Un’esperienza molto incoraggiante, potenzialmente riproducibile su vasta scala ai quattro angoli del pianeta.

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L'azione della Klorane Botanical Foundation in Amazzonia elogiata dal programma UNESCO Green Citizens

Secondo le stime di Greenpeace, solo in Brasile, vengono abbattuti ogni minuto quasi 900 alberi. In Amazzonia la coltivazione del Cupuaçu secondo pratiche agroforestali può aiutare a contrastare la deforestazione. Per accompagnare la conversione dell’agricoltura in questa regione, la Klorane Botanical Foundation ha siglato un partenariato con l’Istituto Beraca per coordinare, in collaborazione con un professore di ecologia sociale dell’Universidade Federal do Pará, a Belém, uno studio multidisciplinare sull’impatto locale del sistema agroforestale che integra il Cupuaçu.

Questa fase d’esplorazione ha permesso di identificare diversi siti d’azione e di attuare un ambizioso programma di condivisione delle conoscenze tra diverse comunità che coltivano il Cupuaçu. Ed è così che la comunità di Santa Luzia, già forte di un’esperienza agroforestale quasi ventennale, può trasmettere il proprio savoir-faire agli abitanti di Bela Aurora, permettendo così ai membri di questa comunità isolata, composta da discendenti di schiavi, di coltivare a loro volta il Cupuaçu associandolo ad altre specie vegetali endemiche.

Esemplare, quest’azione di educazione allo sviluppo sostenibile è stata accolta dall’UNESCO nel quadro del programma internazionale “UNESCO Green Citizens: pionieri del cambiamento”.

#FeelGoodActGood